Prima squadra

Alla scoperta della prossima avversaria: il Morolo di Mirko Granieri

Domenica 31 marzo il Pomezia giocherà la prima di due trasferte consecutive.

Appuntamento alle ore 11 all’Arnaldo Marrocco, terreno di gioco di un Morolo che attualmente dista due punti dai rossoblù.

La formazione allenata da Mirko Granieri è stata la prima capolista del torneo grazie ad un avvio decisamente importante che, dopo il k.o. della prima giornata con il Latina Scalo Sermoneta, aveva portato i biancorossi a centrare un filotto di quattro successi consecutivi.

Di lì in poi, l’undici ciociaro ha perso qualcosa sotto il profilo della continuità, finendo comunque per stabilizzarsi in una zona tranquilla della classifica.

Il Pomezia si troverà di fronte un avversario che probabilmente ha ormai poco da chiedere a questo torneo, ma che proprio in virtù di questa condizione di serenità può creare pericoli all’undici di mister Andrea Bussi.

Nelle ultime giornate Castellano e compagni hanno sempre alternato una vittoria ad una sconfitta.

Il Pomezia si aggrappa dunque anche alla recente tendenza dei biancorossi, che domenica scorsa hanno sconfitto a domicilio la Virtus Nettuno, ndr) per lasciarsi alle spalle i due rovesci contro Vigor Perconti ed Itri che l’hanno catapultato a sette punti di distanza dalla Pro Calcio Tor Sapienza ed a sei dall’Audace, seconda della classe.

Inutile dire che ormai ogni calcolo è superfluo.

Se il Pomezia ambisce ancora ad avere un ruolo significativo nel Girone B di Eccellenza, non può far altro che vincere il maggior numero di match di qui al termine del campionato, tirando fuori quella personalità su cui si è soffermato lo stesso Bussi domenica scorsa.

La dirigenza ed i tifosi si aspettano una prova di carattere da parte della squadra, chiamata a dimostrare per intero le sue qualità nelle ultime sei partite della stagione.

Arbitrerà il signor Maksym Frasynyak di Gallarate, coadiuvato da Calce di Cassino e da Pancani di Roma 1.

 

(Ufficio Stampa SSD Pomezia Calcio)

Congratulazioni al Team Nuova Florida da parte della famiglia rossoblù

(Nella foto Cannata/Calcio Pometino la dirigenza del Pomezia)

 

 

Come già accaduto in occasione del successo nella competizione regionale e del superamento del primo turno della manifestazione nazionale, anche oggi la SSD Pomezia Calcio intende rivolgere i più sinceri ed affettuosi complimenti al Team Nuova Florida del presidente Franco Marcucci per l’approdo alle semifinali della Coppa Italia Dilettanti.

Tutta la grande famiglia rossoblù, partendo dal patron Alessio Bizzaglia e dal presidente Nazareno Cerusico, intende congratularsi con il club biancorosso che sta tenendo alta la bandiera del calcio laziale nell’Italia intera, onorando come meglio non si potrebbe il nostro comprensorio.

Avanti così!

Schiraldi: “Mi dispiaccio per quanto scritto domenica, sono convinto che il Pomezia ripartirà”

Domenica scorsa l’agente Giuseppe Schiraldi, l’intermediario che ha avuto un ruolo decisivo nella trattativa che nel dicembre scorso ha condotto Victor Gomez Varas dal Morolo al Pomezia, non digerendo l’iniziale esclusione dell’attaccante argentino dalla formazione anti-Itri, si è lasciato andare a considerazioni lesive nei confronti di mister Andrea Bussi in una chat privata del social network “Whatsapp”.

Tali considerazioni non sono chiaramente piaciute alla dirigenza rossoblù ed hanno prodotto un ovvio confronto tra le parti, che tuttavia, considerati gli ottimi rapporti da sempre esistenti, si sono chiarite.

Accogliamo dunque con piacere le parole di Schiraldi che fornisce la sua versione sull’accaduto.

“Domenica scorsa, dopo l’ennesima esclusione di Gomez, a mio avviso non confacente ai risultati conquistati nell’ultimo periodo dalla squadra, mi sono lasciato andare ad uno sfogo lesivo della persona di mister Bussi su una chat privata.

Voglio sottolineare questo aspetto, era una chat privata e non una fonte pubblica, comunque mi dispiaccio del mio sfogo nei confronti del mister e della società SSD Pomezia Calcio tutta, con cui da sempre ho splendidi rapporti.

Nello scorso dicembre, quando mi sono attivato per portare Victor in via Varrone, c’erano le premesse affinché giocasse con maggiore continuità ed infatti nelle prime sette partite da lui disputate aveva segnato cinque reti ed in quel momento era al comando della classifica marcatori.

Successivamente qualcosa è cambiato sotto il profilo tattico ed il ragazzo ha cominciato a giocare meno, nonostante la squadra stia facendo fatica a trovare la via del gol.

Il mio sfogo è stato dettato da queste considerazioni, però voglio anche sottolineare che in vita mia non mi sono mai permesso di chiamare un dirigente o un allenatore per mettergli pressioni sull’impiego di un qualsiasi calciatore.

Ribadisco ancora una volta: mi dispiaccio per quanto affermato, in una chat privata, nei confronti di mister Bussi, che ritengo abbia tutte le qualità per trovare la quadratura del cerchio e risollevare la squadra”.

Alessandro Mezzina, ds Pomezia

Sulla querelle mette la parola fine anche il direttore sportivo Alessandro Mezzina.

“Accolgo con grande piacere le parole di Schiraldi, un professionista con cui abbiamo sempre collaborato in maniera positiva a trecentosessanta gradi e con cui auspico di poter lavorare ancora fattivamente in futuro – sottolinea il ds rossoblù – Con lui c’è stata una breve telefonata ed in breve tempo abbiamo risolto, da persone intelligenti, questa situazione, anche perché da subito si è scusato nei confronti della società e del mister.

E’ vero che inizialmente si era parlato di un maggior impiego di Victor, come dichiarato da Schiraldi, ma le scelte le fanno gli allenatori e neppure io mi permetterei mai di dire la mia sulla formazione scelta dal tecnico”.

Alla scoperta della prossima avversaria: l’Itri di Marco Ghirotto

L’undicesima giornata di ritorno porterà il Pomezia ad affrontare l’Itri di fronte al pubblico amico.

Tenendo presente la sconfitta a tavolino della seconda giornata contro il Latina Scalo Sermoneta, finora i punti conquistati in via Varrone dai rossoblù di patron Alessio Bizzaglia sono stati complessivamente 23 nelle quattordici gare casalinghe disputate.

Un rendimento quasi equivalente a quello esterno, dove ne sono stati messi in cascina 20 con una partita in meno.

Le due recenti vittorie sui campi di Vigor Perconti e Virtus Nettuno hanno invece permesso all’Itri di risollevare un dato che fino a poco tempo fa, lontano dal Comunale di via Antonio Gramsci, denotava una certa difficoltà da parte della squadra.

La statistica aggiornata rivela che Di Roberto e compagni si presenteranno all’appuntamento di domenica con uno score di quindici punti raccolti nelle precedenti tredici esibizioni, certamente meno di quanto siano riusciti a fare tra le mura amiche, ma comunque abbastanza per tributare l’ovvio e doveroso rispetto ai nostri prossimi avversari.

Ormai da qualche stagione il club aurunco frequenta i lidi dell’Eccellenza laziale.

La prima volta in cui accadde è datata settembre 2014.

La squadra allora allenata dal fondano Alessandro Parisella era reduce da uno strepitoso successo nel Girone D di Promozione ed anche nel massimo campionato regionale seppe dimostrare per intero il suo valore, restando in piena corsa fino a poche giornate dal termine per il successo finale.

La stagione successiva fu meno esaltante, ma permise comunque al club di patron Vincenzo Ialongo di stabilizzarsi in categoria.

Di tenore assai diverso fu invece l’annata successiva, segnata dall’addio di Parisella e con la squadra affidata all’ex tecnico del Formia, Davide Palladino.

L’Itri conquistò il diritto a partecipare alla finalissima di Coppa Italia, ma venne sconfitta per 3-1 dall’UniPomezia di Francesco Punzi.

Il k.o. del Francioni di Latina segnò in qualche modo l’inizio della crisi per i biancazzurri che in quel momento sembravano godere di una situazione di classifica piuttosto tranquilla e che invece precipitarono inesorabilmente in classifica fino all’amarissimo epilogo del play-out perso con il Morolo dell’ex Vezzoli.

Una retrocessione dolorosa ma che indusse il club a rimboccarsi le maniche per tentare l’immediata risalita tra le grandi della nostra regione.

Impresa riuscita grazie ad una vera e propria cavalcata trionfale che condusse la rosa allenata da Giorgio Minieri ad alzare le braccia al cielo con due giornate d’anticipo sulla fine del torneo grazie al poker rifilato ai cugini della Pro Calcio Lenola.

Il resto è storia recente: l’Itri del presidente Lorenzo Chiodi ha cominciato l’attuale campionato con l’obiettivo di trovare collocazione nella colonna sinistra della classifica, ma qualcosa non è andato secondo i piani della società e così, all’indomani del rovescio interno con il Grifone Gialloverde dello scorso 24 febbraio, con grande rammarico è stata presa la decisione di accomiatarsi da Minieri, affidando le redini della squadra a Marco Ghirotto.

Il nuovo allenatore, tornato a misurarsi con l’Eccellenza a distanza di qualche stagione, ha saputo toccare le corde giuste all’interno dello spogliatoio e la squadra lo ha ripagato centrando tre vittorie consecutive ai danni di Vigor Perconti, Virtus Nettuno e Morolo.

Grazie ai nove punti conquistati, l’Itri ha scalato la classifica, issandosi dalla zona-play-out e trovandosi addirittura a due punti dall’attuale settimo posto in classifica, occupato attualmente dal terzetto Ottavia-Boreale-Morolo.

Al Comunale si presenterà dunque una squadra in salute e ricca di giocatori di talento, come gli spagnoli Pau Otero e Sergi Garcia (quest’ultimo al rientro dalla squalifica, ndr), il centravanti Di Roberto e l’ex pometino Edoardo Onorato.

Da rimarcare che i rossoblù si troveranno di fronte una formazione molto solida e che con 27 reti al passivo al momento vanta  la terza difesa meno battuta del torneo alle spalle di Pro Calcio Tor Sapienza ed Insieme Ausonia, anche se Ghirotto dovrà fare a meno di una pedina importante come Gregorio Altobelli, squalificato per un turno dal Giudice Sportivo.

Un cliente molto scomodo quindi per l’undici di Andrea Bussi che tuttavia non può porsi alternative al successo, se vuole sfruttare un turno che ruota intorno agli scontri diretti che si disputeranno al Giorgio Castelli di Roma ed al Comunale di San Giovanni Incarico.

Arbitro del match sarà Luigi Pica di Roma 1 e ad assisterlo provvederanno Gentilezza di Civitavecchia e Conti di Roma 2.

Bussi: “Il tempo degli alibi è finito, siamo il Pomezia e dobbiamo vincere”

(Nella foto Cannata/Calcio Pometino il tecnico del Pomezia, Andrea Bussi)

 

 

Analizzare compiutamente gli errori commessi, memorizzando però anche quanto di buono fatto al Vigor Sporting Center.

Questi i compiti che i calciatori del Pomezia si sono portati a casa all’indomani della sconfitta subita per mano della formazione di Bellinati.

Vietato ripetere prestazioni opache come quella della prima frazione, dunque, ma ripartire dal secondo tempo, perché proprio nei secondi quarantacinque minuti i rossoblù hanno espresso il calcio che Andrea Bussi si aspetta dai suoi ragazzi, pur venendo puniti al di là dei propri demeriti.

Da questi spunti prende forma la consueta conversazione del giovedì con l’allenatore pometino.

 

Sulle dinamiche del match di domenica scorsa ti eri già espresso nell’immediato dopogara.

A mente fredda hai avuto modo di fare ulteriori riflessioni?

“Ne abbiamo parlato a lungo con i ragazzi.

Una squadra come la nostra non può permettersi un primo tempo come quello di domenica, onestamente ci sono rimasto male.

Abbiamo giocato in punta di piedi e così non va bene.

I giocatori lo sanno: in questo modo non andiamo da nessuna parte.

Il secondo tempo, invece, mi è piaciuto molto, è da quello che dobbiamo ripartire.

Se metteremo sempre in campo quella qualità e quella convinzione, possiamo raggiungere il nostro obiettivo.

In caso contrario, no”.

Lo stato di forma di gente come Cestrone, Di Ventura e Laurato, che hanno avuto un ottimo impatto dal loro ingresso in campo, può comportare qualche variazione nell’assetto anti-Itri?

“La formazione non la svelo, però sto valutando alcune situazioni specifiche.

Già da ora posso affermare che contro l’Itri ci saranno dei cambiamenti…”.

In settimana proprio Mario Di Ventura ha sfoggiato una grande convinzione circa il finale di stagione del Pomezia.

Tu che tasti quotidianamente il polso dello spogliatoio hai percepito la stessa consapevolezza dal resto del gruppo?

“Assolutamente sì.

Voglio rimarcare che la squadra mi sta dando tantissimo sotto il profilo dell’impegno e dell’applicazione.

Sono molto soddisfatto della determinazione che ho letto in questi giorni negli occhi dei calciatori.

Quando non stacchiamo la spina, siamo una squadra forte.

Dobbiamo convincerci di questo”.

Quattro delle sei sorelle saranno impegnate in scontri diretti tra di loro domenica prossima.

La prossima giornata potrebbe rivelarsi in qualche misura determinante nell’indirizzare le sorti del torneo?

“Di certo sarà un bivio importante, anche se io devo concentrarmi unicamente sul Pomezia.

È ovvio che, battendo l’Itri, qualcosa guadagneremmo certamente, ma anche il nostro sarà uno scontro diretto…”.

Prego?

“La classifica dell’Itri è bugiarda.

Hanno giocatori di qualità e dalla grande forza fisica e di sicuro potevano fare di più in campionato.

Ci aspetta una partita molto delicata, ma la stiamo preparando per interpretarla come piace a me.

Dobbiamo essere aggressivi in ogni zona del campo ed avere il dominio del gioco.

Zero alibi domenica: siamo il Pomezia, dobbiamo vincere e basta”.

 

(Ufficio Stampa SSD Pomezia Calcio)

Di Ventura a testa alta: “Ci aspettano sette guerre. I gufi? Ride bene chi ride ultimo…”

(Nella foto di Salvatore Cannata/Calcio Pometino, il centrocampista rossoblù Mario Di Ventura)

 

 

Due passi avanti, uno indietro.

Il problema di fondo del Pomezia 2018/19 sembra purtroppo risiedere nella radicata difficoltà nel trovare quella continuità di risultato che proietterebbe la squadra di patron Alessio Bizzaglia verso i traguardi per cui è stata costruita.

Così, in quell’alternanza che pare quasi voler scandire i ritmi di questa stagione, quasi immancabilmente domenica scorsa è arrivata la decima sconfitta in campionato.

Un k.o., quello sul campo della Vigor Perconti, che ha assunto l’urticante sapore della beffa, visto che è arrivato nella fase finale di un secondo tempo che i rossoblù avevano interpretato meglio dei rivali ma dove gli episodi decisivi hanno voltato le spalle, per l’ennesima volta, alla squadra.

Così, dalla possibilità concreta di ritrovarsi appaiati, o comunque a brevissima distanza dalla capolista Pro Calcio Tor Sapienza, nel giro di una manciata di minuti il Pomezia è stato nuovamente sbalzato a quattro punti dalla vetta, subendo anche il sorpasso da parte di Audace, Insieme Ausonia e Sora, nonché l’aggancio da parte dell’Arce.

Tutto da rifare, dunque, ma non tutto da buttare.

Mario Di Ventura, che in via Varrone è giunto a metà della scorsa stagione e che dello spogliatoio è uno dei leader riconosciuti, non è uomo solito a nascondersi dietro un dito.

“La continuità è senza dubbio il nostro limite più evidente – riflette il centrocampista – È dalla scorsa stagione che ci condanna.

Posso garantire che noi ci alleniamo benissimo ed ogni domenica scendiamo in campo con l’obiettivo di dare il massimo.

Forse in qualche occasione abbiamo peccato in personalità, mentre in altri casi gli episodi ci sono stati sfavorevoli…”.

La sconfitta al Vigor Sporting Center è stata un colpo durissimo per l’intero ambiente rossoblù.

“A fine partita, nello spogliatoio non parlava nessuno, ci siamo semplicemente guardati negli occhi – prosegue Di Ventura – Sono dell’avviso che, in certi frangenti, gesti del genere valgano più di mille parole.

Attenzione, però, nessuno voleva rimproverare qualcosa ai compagni o giudicare gli altri.

Ci siamo semplicemente chiesti con lo sguardo come fosse stato possibile farci sfuggire di mano il match in quel modo.

Ora non resta che voltare pagina e pensare alla prossima partita.

Non ci aspettano sette battaglie, ma sette guerre”.

Il Pomezia ha spesso la tendenza di regalare un tempo agli avversari.

A volte, sembra quasi che alla squadra di Bussi occorra ricevere uno “schiaffo” dagli avversari per giocare al meglio delle sue possibilità…

“Penso che inconsciamente soffriamo la necessità di fare risultato – spiega l’ex Civitavecchia e Cynthia – A volte, sembra che abbiamo l’ansia di sistemare la partita fin dai primissimi minuti e, quando non ci riusciamo, ci innervosiamo.

Noi dobbiamo semplicemente giocare come sappiamo.

Se riusciremo a farlo, sono certo che non ce ne sarà per nessuno”.

La prossima giornata potrebbe essere molto importante nell’indirizzare l’aspra lotta per il vertice nel Girone B di Eccellenza.

La contemporanea disputa di scontri diretti come Pro Calcio Tor Sapienza-Sora ed Arce-Insieme Ausonia rappresenta per il Pomezia un’opportunità da non fallire per nessuna ragione al mondo.

“Non sarà semplice, perché l’Itri vive un ottimo momento e già all’andata non fu semplice batterli – puntualizza Di Ventura – Mi aspetto una partita bella, piacevole da giocare e da vedere.

Noi dobbiamo assolutamente vincerla per riprenderci i punti persi con la Vigor Perconti”.

Spesso si parla del ballottaggio Laghigna-Gomez, ma nella rosa del Pomezia sono numerosi i casi di calciatori costretti ad osservare l’inflessibile legge del turn-over.

Non fa eccezione lo stesso Di Ventura che, pur essendo centrocampista tra i più apprezzati nel nostro calcio, più di una volta è partito dalla panchina.

“Da essere umano è naturale che io vorrei essere sempre la prima scelta del mister, ma da calciatore comprendo che non è possibile e che bisogna essere professionali – sottolinea il giocatore classe 1991 – In squadra esistono due straordinari esempi come Carlo Baylon ed Alessio Piccheri, gente che ha vissuto una carriera incredibile e che non batte ciglio se è destinata alla panchina.

Noi siamo pagati per dare sempre il meglio di noi sempre ed a prescindere dal minutaggio che ci viene fornito.

L’importante è essere utili alla causa, dobbiamo tutti esserne consapevoli”.

Il Pomezia vuole tornare immediatamente al successo, anche per zittire coloro che, all’indomani della sconfitta con la Vigor Perconti, sono tornati a celebrarne il de profundis, assegnando i favori del pronostico per quanto riguarda la vittoria del campionato ad altre formazioni.

“Ormai certi gufi li conosciamo benissimo – sorride sarcastico Di Ventura – Non aspettano che un nostro passo falso per ripartire con le solite storie: siete dei mercenari, il Pomezia gioca con le figurine e via discorrendo…

Se ci snobbano, però, sono contento.

Vorrà dire che a fine stagione ci divertiremo ancor di più…”.

 

(Ufficio Stampa SSD Pomezia Calcio)

 

 

 

 

 

Alla scoperta della prossima avversaria: la Vigor Perconti di Francesco Bellinati

Prossima tappa: via Federigo Verdinois, zona Colli Aniene in Roma.

È lì, nello splendido Vigor Sporting Center, che il Pomezia di patron Alessio Bizzaglia si dirigerà domenica mattina con l’obiettivo di provare a centrare la sua terza vittoria consecutiva.

I successi ai danni di Boreale Don Orione e Grifone Gialloverde hanno inevitabilmente risollevato entusiasmi e classifica dei rossoblù, che sono tornati a “riveder le stelle” da una distanza meno siderale rispetto a qualche settimana fa.

“Sulla nostra strada troveremo una squadra arrabbiata”, ha dichiarato ai nostri microfoni l’avveduto Federico Celli e noi condividiamo pienamente il suo pensiero.

La Vigor Perconti viene da due dolorose sconfitte di misura contro Itri e Morolo che l’hanno trascinata nel vortice delle squadre alla ricerca della salvezza.

Una condizione che però non deve trarre in inganno i rossoblù di Andrea Bussi, esattamente come deve essere mentalmente archiviato il 4-0 della gara d’andata per non cadere nell’equivoco di sottovalutare i rivali.

I blaugrana dispongono di numerosi giovani di ottime qualità, nonché di senatori pericolosi come Carnevali, Pasqualini e Trinchera.

Non saranno del match gli squalificati Finucci e Bellardini, appiedati per un turno, così come mister Francesco Bellinati sarà costretto in tribuna per effetto della seconda delle due giornate di stop inflittegli dal Giudice Sportivo.

Noi, di contro, riavremo a disposizione Erik Laghigna, a segno in tre delle precedenti quattro esibizioni.

Spetterà al mister decidere se schierare l’ex artenese o Victor Gomez.

Dirigerà l’incontro il signor Michele Cirio di Savona, coadiuvato per l’occasione da Massimiliano Cirillo di Roma 1 e da Mario Santostefano di Viterbo.

Fischio d’inizio domenica 17 marzo alle ore 11.

 

(Ufficio Stampa SSD Pomezia Calcio)

Bussi indica la strada: “Ora coltiviamo questo entusiasmo. Laghigna o Gomez? Averne sempre di simili problemi…”

(Nella foto Cannata/Calcio Pometino, il tecnico del Pomezia, Andrea Bussi)

 

 

Barometro tendente al sereno.

L’umore in casa rossoblù rispecchia fedelmente le attuali condizioni meteorologiche e non potrebbe essere diversamente, visto che le ultime due vittorie contro Boreale Don Orione e Grifone Gialloverde hanno permesso alla squadra di patron Alessio Bizzaglia di scalare posizioni in classifica e di tornare a vedere la vetta non più come un pallido miraggio ma come un approdo realistico ed una speranza più concreta.

La giornata di giovedì è dedicata alle riflessioni di mister Andrea Bussi.

È il tecnico rossoblù a guidarci idealmente verso la difficile partita di domenica sul terreno della Vigor Perconti.

 

Due settimane fa eravamo sull’orlo della depressione, mentre adesso tocchiamo il cielo con un dito e quasi non vediamo l’ora che arrivi domenica.

Questo ritrovato entusiasmo va cavalcato o calmierato?

“Non ho dubbi: dobbiamo assolutamente cavalcarlo e coltivarlo con tutte le nostre forze.

A mio giudizio, in ogni sport di squadra questi momenti vanno vissuti con pienezza, perché ti danno la possibilità di essere più tranquillo.

Secondo me, giocando da collettivo stiamo finalmente trovando la quadra.

Merito dei ragazzi che stanno lavorando benissimo”.

Vittoria a parte, qual è stato l’aspetto più positivo che hai colto dal match con il Grifone Gialloverde?

“Innanzitutto l’aver visto nuovamente una squadra che in campo lotta e che gioca con umiltà, poi abbiamo costruito anche azioni discrete, come quella che ha portato al gol di Lo Pinto.

Di sicuro possiamo migliorare nella gestione della palla totale…”.

A voler cercare a tutti i costi il pelo nell’uovo, c’è sempre la solita difficoltà a trovare la via del gol a dispetto della corposa mole di gioco creata nei novanta minuti.

Solo una casualità, magari un merito delle difese avversarie o c’è anche dell’altro?

“Mah, tutto è migliorabile.

Mi preoccuperei maggiormente se il nostro possesso-palla fosse sterile, ma fino a quando ci permette di avvicinarci costantemente alla porta altrui mi sento tranquillo.

Nel calcio ci sono partite in cui crei due occasioni e realizzi due reti ed altre in cui ne produci una decina e ne fai soltanto una.

Forse ci manca la zampata finale, ma io ho piena fiducia nei ragazzi e nel modo in cui li sto vedendo lavorare durante la settimana”.

Domenica rientrerà dalla squalifica Erik Laghigna e si riproporrà il consueto ballottaggio.

Hai già deciso chi schierare tra lui e Victor Gomez?

“Sono abituato a tenermi le scelte aperte fino all’ultimo momento, non le comunico neppure ai diretti interessati.

Da allenatore devo avere l’opportunità di valutare tutto fino all’ultimo allenamento settimanale.

L’aspetto positivo di questa vicenda risiede nell’avere a disposizione due grandi attaccanti.

È bello avere di questi problemi (ride)…”.

Tra gli assenti di domenica scorsa per infortunio chi ha maggiori chance di tornare in convocazione?

“Morelli e Valentino stanno lavorando bene e credo che ci saranno.

Piccheri, invece, è ancora alle prese con questo problema al soleo e ci vorrà ancora un po’ di tempo”.

La nostra prossima avversaria sarà la Vigor Perconti, una squadra molto ostica e che viene da due brucianti sconfitte di misura.

Saranno privi di giocatori importanti come il centrocampista Bellardini e l’attaccante Finucci.

Che tipo di partita ti aspetti?

“Li conosco molto bene e questa è la classica partita che nasconde mille insidie.

La Vigor Perconti è una squadra di qualità, hanno facilità di corsa e sono fortissimi nelle ripartenze.

Abbinano 2/3 calciatori di esperienza a tanti ragazzi di prospettiva.

Sarà un match molto duro”.

Quale interpretazione dovrà dare il Pomezia alla partita?

“A mio giudizio, le gare vanno sempre prese con umiltà e grande rispetto dell’avversario.

In campo dovremo mettere corsa, intensità e spirito di gruppo.

Quando hai in canna questi valori, dopo puoi pensare all’aspetto meramente tecnico”.

 

(Ufficio Stampa SSD Pomezia)

Celli svela la ricetta della felicità: “Uniti si vince, lo dobbiamo ad Alessio Bizzaglia”

Otto giornate alla fine, ventiquattro punti sul piatto.

Nell’equilibratissimo Girone B di Eccellenza sarà chiaramente la continuità ad accorciare le distanze tra i sogni e la realtà.

Ad oggi sembrano sei le squadre in grado di giocarsi compiutamente i primi due posti, anche se il campionato ci ha ormai dimostrato a più riprese che le sorprese sono sempre dietro l’angolo in quello che, secondo numerosi osservatori, rimane uno dei tornei più indecifrabili di sempre.

Federico Celli è alla sua prima stagione nel Pomezia, club nel quale è approdato l’estate scorsa dopo un ottimo biennio trascorso a Sermoneta alle dipendenze di mister Francesco Gesmundo.

Ragazzo misurato e perbene, il centrale pontino ci ha messo poco ad entrare nel cuore dei tifosi rossoblù che ben presto hanno cominciato ad apprezzarne le qualità in campo e fuori.

Classe 1994, Celli rappresenta un lusso per questa categoria.

Anni fa faceva la spola tra Primavera e prima squadra quando il Latina arrivò addirittura a sfiorare la Serie A, poi assommò esperienze importanti in Serie D sull’asse Trieste-Rieti.

La decisione di ripartire dalla Promozione non fu ovviamente legata ad un calo del suo rendimento, ma alla scelta, saggia e matura, di un ragazzo che insieme alla sua dolce metà ha preferito costruirsi una famiglia che da circa un anno e mezzo è stata allietata dalla nascita del piccolo Francesco.

Il difensore è il protagonista del nostro a tu per tu settimanale.

 

Federico, le due vittorie contro Boreale Don Orione e Grifone Gialloverde hanno riacceso i riflettori sul Pomezia.

Adesso si respira un’atmosfera decisamente diversa all’interno dello spogliatoio rossoblù.

“Abbiamo attraversato un periodo brutto, complicato, ma oggi posso dire che proprio quella fase negativa ci ha fortificato.

Noi siamo sempre stati consapevoli del nostro valore e adesso ci siamo rilanciati, riducendo il distacco dalla Pro Calcio Tor Sapienza ed agganciando al secondo posto l’Audace.

Adesso è imperativo proseguire con questa continuità di rendimento, anche perché, ad eccezione di quello all’ultima giornata contro la capolista, noi gli scontri diretti li abbiamo finiti, mentre le altre no.

Restiamo sereni e ragioniamo partita dopo partita”.

A tuo avviso, sotto quale aspetto siete migliorati nelle ultime settimane e dove invece potete ancora crescere?

“Mister Bussi sta battendo molto su un aspetto specifico: l’unità del gruppo.

Secondo il nostro allenatore, dobbiamo percepire l’importanza che hanno la compattezza e l’unione d’intenti, ed io sono d’accordo con lui.

Forse queste qualità non sempre eravamo riusciti a dimostrarle in precedenza, altrimenti saremmo venuti fuori meglio da certe situazioni”.

Domenica farete tappa al Vigor Sporting Center.

In occasione della gara d’andata fosti tu a spezzare l’equilibrio su calcio di punizione.

Che ricordi hai di quel giorno?

“Temevamo molto quella partita, perché la Vigor Perconti stava attraversando un buonissimo periodo e perché loro sono una squadra rapida, brillante, con tanti calciatori brevilinei.

Forse proprio per queste loro attitudini soffrirono con noi che siamo più strutturati fisicamente su un campo reso pesante da una pioggia battente”.

Che tipo di avversaria deve attendersi il Pomezia domenica prossima?

“Un’avversaria arrabbiata, visto che viene da due sconfitte consecutive che l’hanno trascinata in una zona pericolosa della classifica.

Questo è un campionato strano: bastano due risultati negativi per ribaltare la visione precedente.

Due settimane fa la Vigor Perconti sembrava in una condizione di classifica assolutamente tranquilla, mentre adesso rischia di essere risucchiata.

Loro saranno arrabbiati, ma noi non saremo da meno.

Vogliamo assolutamente dare seguito alle ultime due prestazioni”.

Il Pomezia dispone di tanti ottimi centrali, anche se nelle ultime settimane mister Bussi sta puntando con convinzione sulla coppia Celli-Renelli…

“E’ vero, siamo tanti e tutti di valore.

Il fatto che domenica, per esempio, fossero inizialmente in panchina due come Carlo Baylon e Fabio Fusaroli la dice lunga sulle qualità di cui siamo in possesso.

E non dimentico neppure che al momento è fuori uno come Alessio Piccheri.

In una squadra che punta a grandi traguardi è naturale che ci sia maggiore concorrenza per una maglia, ma tra noi difensori c’è stata sempre grande sintonia.

Abbiamo rispettato le scelte di mister Gagliarducci prima e di mister Bussi adesso e ciascuno di noi prova a sfruttare le opportunità che gli vengono fornite”.

Tu e Renelli siete due mancini naturali.

La cosa non vi crea difficoltà?

“All’inizio anch’io ero scettico, però con Edo mi trovo molto bene.

Con il tempo sto imparando a sviluppare meglio la manovra sulla catena di destra e lo stesso lui dalla parte opposta”.

Dopo le due ottime annate precedenti a Sermoneta, che tipo di ambiente hai trovato a Pomezia?

“A Sermoneta ero andato per una scelta di natura familiare.

Mi ero appena sposato e mia moglie attendeva la nascita di Francesco, così ho preferito una situazione più tranquilla, fermo restando che il calcio rimane una delle grandi passioni della mia vita.

Quell’esperienza mi ha comunque lasciato in dono grandi amicizie, ragazzi con i quali continuo a sentirmi ed a frequentarmi: uno è Federico De Santis, che è approdato con me in rossoblù, gli altri sono Peressini ed Aquilani.

Qui mi trovo molto bene.

Il Pomezia è diventato uno dei club top nel Lazio e ciò lo si deve soprattutto grazie al costante impegno di Alessio Bizzaglia.

Nel mondo del calcio spesso assistiamo alla venuta di imprenditori che fanno grandi proclami, ma poi spariscono nel breve volgere di un paio di stagioni.

Il nostro patron è una persona diversa: lui sta dimostrando con i fatti di tenere molto a questo club.

Io credo che la città dovrebbe essergli riconoscente per quanto sta facendo e noi calciatori dobbiamo ripagare i suoi sforzi, aiutandolo a portare il Pomezia dove merita di stare, perché abbiamo concrete possibilità di riuscirci”.

Allo stato attuale, sei squadre sono racchiuse in cinque punti e mancano otto turni al termine del campionato.

Tra le squadre in lizza per la Serie D chi temi di più?

“Questo è un campionato stranissimo: prima sembrava chiuso per noi, poi improvvisamente si è riaperto.

Credo che questo equilibrio durerà, grosso modo, fino a maggio e che sarà la continuità delle varie squadre a fare la differenza.

Pro Calcio Tor Sapienza, Audace ed Arce dovranno disputare ancora qualche scontro diretto, mentre noi fino a quello dell’ultima giornata contro i gialloverdi non ne avremo.

L’obiettivo è arrivarci in una condizione più favorevole possibile, e dunque con un divario minimo o magari avendoli già scavalcati.

Tra le rivali la squadra che temo di più è probabilmente l’Insieme Ausonia.

Quando abbiamo giocato contro di loro ero squalificato, ma la gara l’ho vista.

Sono una formazione molto solida con delle individualità importantissime ed hanno dalla loro un quadro psicologico assai favorevole.

L’entusiasmo che deriva dalla striscia di risultati utili che stanno conquistando può rappresentare un’arma”.

Si dice che nella vita siano i dettagli a fare la differenza.

Per te qual è il dettaglio che il Pomezia non deve assolutamente trascurare da qui al prossimo 12 maggio per raggiungere il suo obiettivo?

“Secondo me, non dobbiamo curarci troppo delle altre, ma concentrarci unicamente su di noi.

Le partite che ci aspettano devono essere otto finali, quindi rimaniamo uniti e sono convinto che conquisteremo ciò che tutti quanti desideriamo”.

 

(Ufficio Stampa SSD Pomezia Calcio – foto di Salvatore Cannata/Calcio Pometino)

Il Pomezia torna a crederci: Lo Pinto piega il Grifone Gialloverde, ora la vetta è a tre punti

POMEZIA – GRIFONE GIALLOVERDE  1-0

 

POMEZIA: Mastella, D’Agostino, Bencivenga, Renelli (1’st Fusaroli), De Santis (18’st Di Ventura), Celli, Gamboni, Tortora, Gomez (40’st Cestrone), Lo Pinto (30’st Laurato), Bizzaglia. A disp. Gori, Catenacci, Baylon, Conti, Tueto. All. Bussi

GRIFONE GIALLOVERDE: Pensa, Capra, Costalunga, Martino, Busti, Mancini, Corrias, Corradini, Ladogana, Manganelli, Belfiori. A disp. D’Acunzo, Lori, Dan Almajiri, Moschetta, Proietti, Marra, Deirossi, Barbarisi, Abruzzetti. All. Berruti

Arbitro: Ferruzzi di Albano Laziale

Marcatore: 16’st Lo Pinto

Note: Ammoniti Renelli, Bizzaglia, Mancini e Busti.

 

 

Sette giorni dopo il successo sul campo della Boreale Don Orione, il Pomezia torna di fronte al pubblico amico.

L’obiettivo dichiarato è dare continuità alla vittoria di domenica scorsa, anche per usufruire di un turno che nel Girone B di Eccellenza propone lo scontro diretto tra Pro Calcio Tor Sapienza e Audace e quello tra Ottavia ed Insieme Ausonia, oltre a snodi complicati per Arce e Sora.

Avversario odierno è il Grifone Gialloverde, reduce da due successi consecutivi e voglioso di mettere in cascina altri punti preziosi per la propria salvezza.

Al 4′ arriva il primo episodio controverso del match: Gomez, lanciato in profondità, s’invola verso Pensa, ma Cozzuto di Formia segnala un offside quantomeno dubbio ai danni dell’argentino, rilanciato dal primo minuto anche per la squalifica di Laghigna.

L’undici di Bussi fa molto possesso-palla, ma non riesce ad essere incisivo.

Al 17′ arriva l’unico pericolo creato dalla formazione di Berruti nel corso della prima frazione: punizione dell’ex Manganelli e testa di Busti.

Palla fuori.

Sorte analoga capita sei minuti più tardi anche a Gomez, ben imbeccato da Bizzaglia.

Al 28′ è invece lo stesso numero 11 rossoblù a concludere a lato su cross di Gamboni.

Passano 4 minuti ed il Pomezia costruisce la sua migliore occasione: l’invito è del solito Gamboni, lo stacco è di Gomez, la risposta, da campione, è di Pensa.

Gli ospiti faticano a ripartire, ma il Pomezia non riesce a sfondare.

I padroni di casa comunque protestano vivacemente dopo questo contatto in area tra Capra e Bencivenga, giudicato regolare dall’incerto Ferruzzi di Albano Laziale.

La porta del Grifone Gialloverde continua a rimanere un tabù, sia per Gamboni al 39′ che per Celli su punizione in chiusura di tempo.

In avvio di ripresa, con Fusaroli, oggi venticinque anni auguri, al posto di Renelli, il Pomezia sembra più propositivo: dopo sessanta secondi, Gomez fa subito capire a Pensa le intenzioni rossoblù.

Per sbloccare il match, tuttavia, il Pomezia dovrà attendere altri quindici minuti e ringraziare Marco Lo Pinto, che raccoglie palla al limite dell’area e la piazza alle spalle del numero 1 gialloverde con uno splendido destro a giro.

Raggiunto lo scopo, il Pomezia si limita a controllare le sterili offensive avversarie.

Al 25′ la palla buona per chiudere i conti capita sulla testa di Celli che però getta alle ortiche la favorevole opportunità.

Gamboni lo imita alla mezz’ora sciupando una ripartenza più che propizia e così i tifosi di casa sono nuovamente costretti a soffrire nella fase finale del match, anche se il Grifone Gialloverde non crea pericoli di sorta a Mastella ed al triplice fischio patron Bizzaglia può gioire per un successo che riporta la squadra a -3 dalla capolista e con prospettive assai più incoraggianti di qualche settimana fa.

È invece costretto a chinare la testa il Grifone Gialloverde, che però anche in via Varrone ha dimostrato d’essere formazione solida e pronta a giocarsi tutte le sue carte nella lunga volta-salvezza.

 

(Ufficio Stampa SSD Pomezia Calcio)

 

 

 

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